"Nella sua struttura sembra un puzzle: tante tesserine che ricomponendosi fanno intuire il come e il perché questo giovane medico di 34 anni, specializzato in urologia, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, il 14 febbraio del 2004 sia stato trovato morto nel suo appartamento di Viterbo in una pozza di sangue, con il corpo tutto ammaccato e due buchi di siringa sul braccio sinistro. La regia di Michelangelo Maria Zanghì (pure nei panni mesti, dolenti e pure indagatori del titolo) è snella, veloce, tutta giocata sui ritmi, grazie pure agli interventi dello stesso Corso e di Francesco Natoli che interpretano grottescamente vari personaggi del plot, avendo alle loro spalle la scena minimale di Francesca Cannavò, composta solo da un albero spoglio e una sedia"

Da Sipario






Gigi